Villaggi del Darfur, Sudan
 
 
Dal 2003 la regione del Darfur, Sudan, è stata teatro di un feroce scontro tra gruppi etnici. Il Darfur è stato considerato da molti esperti di politica internazionale come il primo conflitto dovuto ai cambiamenti climatici. Negli ultimi 40 anni le precipitazioni sono diminuite del 30% e il deserto del Sahara avanza ad un ritmo di 1,5 km all’anno. Gli scontri per accaparrarsi le risorse idriche e i terreni migliori hanno visto contrapposti i Janjawid “demoni a cavallo”, un gruppo di miliziani reclutati fra i membri delle locali tribù nomadi dei Baggara, e la popolazione non Baggara della regione, principalmente composta da tribù dedite all' agricoltura. Il governo del Sudan è accusato dalla comunità internazionale di fornire armi e appoggio militare ai Janjawid in cambio del controllo sul territorio, che è ricco di petrolio.

La stima delle vittime varia, a seconda della fonte, da 50.000 (Organizzazione Mondiale della Sanità, settembre 2004) alle 450.000 (secondo Eric Reeves, 28 aprile 2006). La maggior parte delle ONG reputa credibile la cifra di 400.000 morti fornita dalla Coalition for International Justice (organizzazione no profit con base a Washington) che è citata anche dalle Nazioni Unite.

Il 31 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la Risoluzione 1706, grazie alla quale una forza di pace, composta da 20.000 caschi blu, avrebbe dovuto affiancare i 7.000 uomini dell' Unione Africana impegnati nell’area. Il Governo del Sudan si è opposto alla risoluzione. Nonostante l’intervento delle Nazioni Unite la situazione rimane drammatica, gli scontri non si sono fermati e i campi profughi che accolgono le centinaia di migliaia di sfollati in fuga dal conflitto versano in condizioni di miseria.

 
Download image: Questa immagine GeoEye-1 riprende un villaggio del Darfur, Sudan.
I villaggi di queste aree sono coinvolti negli scontri etnici che imperversano nella regione.


 

 
Download image: Immagine GeoEye-1 di un villaggio nel Darfur, Sudan.
Organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite utilizzano immagini
satellitari ad alta risoluzione per monitorare le crisi e le emergenze umanitarie.




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