Deserto del Taklamakan, Cina
 
 
Esperti dell' ONU asseriscono che ad oggi l’avanzata dei deserti e l’impoverimento del suolo hanno causato più di 24 milioni di profughi.

In queste immagini possiamo ammirare alcune viste del Taklamakan che in lingua locale significa “che potete entrare in esso ma mai uscirne”, conosciuto anche come il “mare della morte” è uno dei luoghi più inospitali della terra.

Ai suoi confini il governo Cinese ha da anni intrapreso un programma di contrasto alla desertificazione. Piantando alberi e sviluppando l’agricoltura si vorrebbe fermare l’avanzata della sabbia. La popolazione locale, con l'aiuto di esperti, pianta pioppi, salici, alberi di melograno, gelsi e coltiva cereali.

Si tratta di una vera e propria battaglia contro il deserto. Infatti, il Taklamakan è percorso da fortissimi venti che modellano continuamente le dune sulla sua superficie. In condizioni normali, queste dune sono alte più di 100 m. e si spostano di 160 – 200 m. all’anno ma in condizioni particolari possono arrivare a centinai di metri di altezza e correre ad un ritmo di 1 – 2 km all’anno.

Lo spostamento di queste grandi quantità di sabbia rischia di sommergere oasi e interi villaggi. All’interno di questo deserto si formano tempeste di sabbia che periodicamente arrivano ben oltre i suoi confini fino a colpire anche i centri urbani.
 
Download image: Immagine Landsat del deserto del Taklamakan, Cina.
E' possibile apprezzare dalle immagini satellitari come il deserto
sia percorso da fortissimi venti che modificano continuamente la sua superficie.



Download image: In questa immagine GeoEye-1 un' oasi nell’arido deserto del Taklamakan, Cina.
Lo spostamento continuo delle dune e le tempeste di sabbia minacciano continuamente l’esistenza di queste oasi.




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